sabato , novembre 18 2017

Chi è Dario


Ho cominciato a cucinare perché ho sempre amato mangiare.
E perché sempre mi sono nutrito, oltre che della genuina bontà della tradizione domestica di mia madre e di mia nonna e dell’istintiva fantasia con cui la interpretava mio padre, innanzitutto dell’incessante curiosità di indagare la cucina come atto creativo.
Sperimentare a ritroso il processo generativo di ogni piatto, per ricominciare dal principio a studiarne la potenziale evoluzione, è l’irresistibile tensione che ancora oggi accresce il mio lavoro quotidiano: un approccio che si rinnova con una spontaneità vivace e giocosa, pienamente coinvolgente, nello stupore mai disincantato di ogni nuovo gesto, di ogni nuova scoperta.
Per questo i miei piatti cambiano sempre, ogni volta che arriva in cucina un ingrediente nuovo, che mi viene voglia di interpretare in un modo a me per primo ancora sconosciuto. E per questo non posso fare a meno di seguire personalmente la trasformazione di tutto ciò che arriva nel piatto, ma anche di tutto ciò che lo circonda: dagli entrée ai dolci, dal pane alle confetture.

Ho studiato all’istituto alberghiero di Caltagirone, la città in cui sono nato, e ho passato le estati della mia adolescenza tra i fornelli dei ristoranti dell’Etna. Dopo il diploma, un’intensa esperienza al fianco di chef siciliani, ha rappresentato il mio primo vero incontro con la cucina e con il modo in cui io stesso sentivo di volerla vivere: da quel momento è iniziato il percorso alla ricerca della mia strada e del mio linguaggio. Un percorso che mi ha portato poi a lungo a Milano, al Four Season, al fianco di Sergio Mei, da cui ho imparato molto e grazie al quale ho allargato lo sguardo su una cucina d’impronta nazionale e internazionale.

Con nel cuore sempre la Sicilia e la voglia di cucinare siciliano, nel 2010 insieme a Gloria ho dato vita a “Tocco Sicilian Ways”, a Marina di Ragusa, nella sua prima versione di osteria di mare. Un’osteria che realizzava il mio sogno: lavorare col pesce sempre fresco, preso direttamente dalle mani dei pescatori e portato in cucina, con la prospettiva di inventare ogni giorno un modo nuovo per cucinarlo.
L’incontro così ravvicinato, schietto e intenso con il mare, ha mutato ancora una volta il mio modo di stare in cucina: cercavo i pesci minori, quelli poveri, meno conosciuti, e volevo scoprire tutti i modi più interessanti per trarne il meglio.
Con l’idea, che ancor oggi mi accompagna, che ogni ingrediente abbia una sua spiccata ma non necessariamente palese predisposizione, che ogni cuoco ha la sfida di scoprire.

Nel 2012 ho portato Tocco a Ragusa, dentro l’Hotel Montreal, insieme al risultato di queste esperienze: la volontà mia e di Gloria è stata sin da subito quella che il Ristorante fosse aperto anche e soprattutto agli ospiti non residenti.
Oggi pensiamo alla nostra come ad una tavola accogliente, un rifugio intimo, un luogo familiare, dove l’esperienza che offriamo sta innanzitutto nella nostra cura: quella che metto in cucina, in questa instancabile ed entusiasmante ricerca sugli ingredienti e i piatti, e quella che mettiamo nella relazione con gli ospiti, affinché sappiano sempre cosa abbiamo scelto per loro, come lo abbiamo preparato e perché.

E l’avventura, qui, continua ogni giorno!